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CANTA CHE TI PASSA di Davide Garavaldi

Si è chiuso ormai da un mese il 66esimo Festival di Sanremo e non se parla già più, anzi, non se n’è quasi parlato nemmeno poco dopo la sua conclusione. Proprio così: quello che dovrebbe essere il Festival della Canzone Italiana è stato messo in disparte dopo appena quaranta giorni. Ma perché?
La colpa non si può certo attribuire ai cantanti ospiti, visto che hanno riscosso molto successo sia gli artisti italiani affermati come Elisa, Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, sia quelli internazionali come Elton John e il più recente Hozier. La colpa, però, non si può nemmeno imputare alla conduzione del programma, visto che è stato ben presentato da Carlo Conti e molto seguito con un alto share. Allora che cosa è mancato rispetto agli anni scorsi?
E’ mancata la novità, è mancato un cantante che abbia saputo portare sul palco qualcosa di nuovo e che abbia fatto realmente “drizzare le orecchie” allo spettatore. Con questo non voglio dire che i cantanti in gara siano stati scadenti: ci sono state molte note positive, come il gran numero di cantanti giovani fra i concorrenti (ad sanremo-2016esempio Lorenzo Fragola, i Dear Jack e la coppia Iurato/Caccamo) o la presenza di artisti famosi e già affermati (ad esempio Noemi, Annalisa, Enrico Ruggeri e Francesca Michielin).
Tuttavia, nessuno di questi cantanti è stato in grado di portare un’aria nuova nel Festival di quest’anno, a parte Elio che, esprimendo tutta la sua ironia, ha presentato una canzone assolutamente anti-sanremese. In effetti quasi tutti i brani in gara erano “grandi classici” di Sanremo, ossia orecchiabili, con testi ben scritti ma molto semplici, che non sempre riescono a lasciare il segno in chi li ascolta. Negli anni precedenti, infatti, ci sono stati cantanti che sono stati in grado di distinguersi per aspetti particolari nelle loro canzoni, come Il Volo, o per la loro forte personalità e le loro doti canore, come Marco Mengoni. Oggi, invece, non abbiamo avuto nessuno che sia realmente emerso sugli altri, neppure tra i giovani; tant’è che i vincitori di quest’anno sono stati gli Stadio: il loro singolo “Un giorno mi dirai” è stato apprezzato sia come interpretazione sia come testo e ha portato alla vittoria il gruppo bolognese, una sorta di coronamento alla loro già lunga carriera musicale. Ciò non toglie il fatto che ad aver vinto sia stato un gruppo che canta in Italia quasi da quarant’anni e non uno dei tanti giovani presenti, sintomo, questo, di poca evoluzione delle canzoni del Festival.
Ormai Sanremo si è definitivamente trasformato in un programma di intrattenimento vero e proprio, non più un trampolino di lancio per nuovi talenti come in passato: la maggior parte delle canzoni ora è rappresentata da pezzi semplici e sono sempre meno quelli innovativi.
D’altronde, come cantava Edoardo Bennato, si può veramente dire che, in fondo, “sono solo canzonette”.

Author: brenso

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