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I FANTASMI DI PORTOPALO – di Giovanna Strappazzon

L’occasione per la lettura di questo libro è stata una passeggiata in Sicilia con una guida turistica alternativa, “l’Arte di Annacarsi” (prendersela comoda), in cui un capitolo è dedicato ad una vicenda che io non ricordavo, o che l’assuefazione mi ha portato a non ricordare.

Il libro “I Fantasmi di Portopalo” del giornalista Giovanni Maria Bellu ricostruisce la vicenda e descrive i personaggi coinvolti nel naufragio del 26 dicembre 1996 nel Canale di Sicilia.

Naturalmente si tratta del naufragio di un’imbarcazione, la F-174, inadeguata al trasporto di centinaia di persone: in pessime condizioni atmosferiche quella notte ne trasportava  oltre 300.

Doveva traghettare i clandestini dalla nave, che non poteva avvicinarsi troppo per non essere individuata, alle coste della Sicilia.

Quello che forse, e dico forse, è particolare, è quello che successe dopo.

I superstiti non vennero creduti, non ci furono ricerche perché non vi erano riscontri oggettivi del naufragio.

Ma nel paese di Portopalo di Capo Passero tutti sapevano: i pescatori iniziarono a pescare con le paranze (reti da pesca a strascico) da prima corpi umani e successivamente pezzi di corpi umani ma, senza nessun accordo né scritto né verbale, li ributtavano in mare.

la mappa del viaggio dei migranti

il viaggio del F-174, piccola imbarcazione che ospitava a bordo 300 clandestini

Chi vive di pesca è vincolato alle condizioni del mare quindi la chiusura del tratto di mare per eventuali ricerche, le inchieste con sequestro delle barche sarebbero state per loro fatali, dopotutto erano persone già morte per le quali non si poteva più fare nulla.

Ma di questa mia considerazione, procedendo nella lettura, non so che farmene ora.

E’ una situazione pirandelliana: un intero paese, comprese le autorità (sindaco, parroco e forze dell’ordine), condivide e occulta, senza nessun accordo, un macabro destino.

Salvatore Lupo, un pescatore che già si era rivolto alle forze dell’ordine, decide di parlare, portando “a galla” la vicenda, da lì parte la ricerca-indagine di Bellu: una ricerca di persone, una ricerca di relitti.

Le persone qui sembrano attori di una tragedia, vittime e “carnefici” raccontano dal proprio punto di vista quella che successivamente verrà chiamata la strage di Natale (serve il Natale per aumentare il carico emozionale?).

Un intrecciarsi di uomini: nomi, nazionalità, paesi, trascorsi e situazioni personali; di uomini che presi singolarmente hanno una storia da raccontare.

La ricerca del relitto della F-174 è un’agonia sullo schermo del  ROV, (remote operating vehicle) un robot per l’esplorazione del fondo marino ed il suo ritrovamento una liberazione.

Niente di nuovo: in 20 anni non è cambiato molto. Da qui la mia mancanza di vera indignazione, la mia assuefazione, il mio cinismo…

Io, personalmente, posso  fare qualcosa?

Non so da dove cominciare.

Le vittime furono 283.

Author: brenso

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