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GUIDA PRATICA DI UNA STUDENTESSA STRESSATA – di Greta Rossi

Istruzioni per l’uso: prima di leggere questa pagina ascoltare STUDENTESSA UNIVERSITARIA di Simone Cristicchi per entrare nel mood giusto.

Una studentessa stressata ha le unghie mangiate,  herpes e  una buona scia di brufolini sottopelle. La vedi correre in slalom fra le pisciate sotto i portici di via Zamboni quando ormai i 15 minuti accademici sono scaduti da un pezzo perché ha perso il treno delle 7.35. Ti bersaglia di domande il giorno dell’esame cercando disperatamente di dimostrare che anche tu, come lei, “non ti senti pronto, vero?” e poi la vedi sparire per mesi dalle aule universitarie perché ha giusto qualche esame indietro da preparare e di tempo non ne ha mai abbastanza. Piacere, quella studentessa sono io. Ma non è sempre stato così.

Il mio brainstorming PRIMA di iniziare l’Università:

corsi appassionanti  voglia di novità UNIVERSITA’ autogestirsi iniziare teatro nuovi amici tempo per me futuro passione treno Bologna

Il mio brainstorming DURANTE:

lezioni pesanti prossimo esame futuro studio casa UNIVERSITA’ tempi serrati teatro? L’anno prossimo amici ogni tanto svago

“Università” rimane in entrambi LA parola, prima grande come l’entusiasmo per una nuova avventura, poi grande come un macigno che non piace e non si sa come gestire.

Rimboccati le maniche e datti delle regole per arrivarci in fondo serena, cara la mia studentessa stressata.

Detto e fatto, in una sera di sconforto ho buttato giù questi 13 punti (bel numero eh?), la mia personale via maestra per saltarci fuori e chissà, strada facendo, magari appassionarmi.

 

  1. IL NON FREQUENTANTE NON E’ UN ALIENO

Mito da sfatare: le lezioni vanno seguite per capirci qualcosa. Sarebbe meglio frequentarle, certo, soprattutto se appassionanti, ma se le salti per studiare o – perché no? – per ritagliarti un po’ di tempo per te, non è peccato. Non tutti i professori sono facili da seguire, il manuale generalmente lo è di più. Per i corsi monografici? Le slide sul sito dell’università sono preziose.

 

  1. HELP, FACEBOOK!

Va bene la forza della solidarietà, ma chiedere sistematicamente gli appunti al ragazzo più sul pezzo del corso qualche problema di coscienza (forse) e… di amicizia (sicuramente) lo dà. Tormentare il meno possibile l’uomo del 30 e lode quindi e sfruttare di più il gruppo Facebook del corso.

 

  1. CITTA’ DA VIVERE

Poche città sono vive come quelle universitarie. Discoteca e chupiterie a 1euro, ok, ma anche eventi culturali (mostre, conferenze, manifestazioni, notti ai musei) svagano e creano un legame profondo con la città che, nel bene o nel male, ti ritrovi a frequentare per anni.

 

  1. PRATICAMENTE…

In genere l’università italiana è concentrata più sulla teoria che sulla pratica. Ogni volta che si presenta l’opportunità fai tirocini, lavoretti o esperienze di volontariato che c’entrano con quello che studi, dentro o fuori l’Università.

 

  1. STU…RISTA, OVVERO LO STUDENTE-TURISTA

 Ci sono corsi interessantissimi che, sui libri, hanno uno straordinario potere sonnifero. Un esempio? Storia dell’arte su un manuale di 300 pagine in bianco e nero. Esiste di peggio se lo scopo è appassionarsi? Prima, durante o dopo l’esame andare a visitare i luoghi di quello che si studia è un must: 300 pagine grigie prenderanno vita e colore!

 

  1. IL FREE DAY SETTIMANALE E UN WEEKEND ESOTICO

Anche sotto esame, un giorno per svagarsi non può mancare. Arrampicata o shopping  non liquidarli come perdite di tempo: sono boccate di ossigeno e  vita sociale.

Soldi permettendo, un weekend “esotico” ogni tanto (all’estero, ma anche Rimini e Riccione vanno bene) – altro che boccata d’aria! – è una bomboletta di ossigeno per i mesi a venire.

 

  1. PLANNING O STUDIO MATTO E DISPERATISSIMO?

Non fare il Leopardi della situazione. Le maratone di studio all’ultimo momento fanno scoppiare l’ansiometro e ti rovini pure la vista.

Divide et impera, lo diceva la prof di latino alle superiori prima della versione. Tradotto: alla prima lettura non ci capirai niente, ma almeno deciderai in che ordine andranno tradotte le frasi.  Farsi un piano mentale di quanto, cosa e in che ordine si deve studiare è il passo da fare prima di aprire libro.

 

  1. CAMERA CAFE’

 In vino veritas, in caffè universitas. Sacrosanta verità: oltre che farmaco salvavita per lo studente, il caffè può anche creare bellissimi legami. Davanti alla macchinetta, tanti nuovi incontri e public relations.

 

  1. IL RIPASSONE

 Tante le scuole di pensiero al riguardo. Per me il ripassone il giorno dell’esame è utile, meglio se non sistematico, ma a spot e fatto in compagnia. Ansia? No, confronto (divertente, a volte) con chi è messo come te e iniezione di conoscenze last minute.

 

  1. GIORNATA D’ESAME SOCIAL

In pochi lo dicono, ma metà delle amicizie fra universitari nascono il giorno dell’esame. Se orale, ancora meglio. Una vera botta di vita viene da quelle ore di attesa comune davanti ALLA porta. Si parte col ripassone, si finisce a… guardare cavolate su Youtube.

 

  1. IL CAVALLO DI BATTAGLIA

“Parti da un argomento a scelta”. Può essere la domanda più bella del mondo o la più spiazzante. Nel dubbio, meglio sempre presentarsi con un asso nella manica.

 

  1. IL TRUCCO DELLA PARLANTINA: UN EVERGREEN

Non sai rispondere alla domanda. Faccia da stoccafisso? Mutismo elettivo? Mai. Attaccare a parlare anche se non del tutto a proposito è meglio di una scena muta. Questo è l’articolo 1 della costituzione dello studente. Da sempre. Il 2? Se sei alla triennale non infliggere un duro colpo alla parlantina, che almeno ti ha portato ad un 18. Accetta tutti i voti, o quasi.

 

  1. LAUREA? SCUSATE, NON CI HO ANCORA PENSATO

Va bene pianificare e mettersi avanti, ma a volte l’unico modo per sopravvivere è aggrapparsi all’“ogni cosa a suo tempo”.

Ogni guida pratica ha alla base un principio generale che la ispira. Quello della mia lista di sopravvivenza è: pianifica gli esami, il futuro non troppo.

Come dice George Gershwin, “la vita è un po’ come il jazz, viene meglio quando si improvvisa”.

 

Greta Rossi studia Lettere Antiche all’Università di Bologna, ma la appassionano molte altre cose oltre il Greco e il Latino. Impersonificazione vivente del ‘Carpe Diem’, non perde mai l’occasione per buttarsi in qualche attività culturale. Non legge 3 libri al giorno solo perchè ogni tanto deve anche studiare. E se volete renderla felice portatela fuori a cena in un posto godereccio.

Author: brenso

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