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LUDOVICO EINAUDI: inaudite emozioni – di Davide Garavaldi

Prima di leggere questo articolo, provate per qualche minuto ad abbandonare quello che state facendo: sedetevi su una poltrona comoda a casa vostra (magari in una stanza silenziosa), chiudete gli occhi ed ascoltate questa canzone, lasciandovi trasportare dalla sua melodia.
https://www.youtube.com/watch?v=k9NM-yK1C2I
La canzone che avete appena ascoltato è “Nights”, tratta dall’album “Elements”, ultimo lavoro del maestro Ludovico Einaudi. Dopo aver ottenuto grande successo e fama in tutto il mondo sia per quanto riguarda la musica classica sia in campo cinematografico (è infatti autore anche di colonne sonore), Einaudi ritorna sulla scena discografica con un nuovo e originale album, nato, come egli stesso dice, dal «desiderio di intraprendere un nuovo percorso di conoscenza».

Immagine tratta da: http://www.bandsintown.com/LudovicoEinaudi

Immagine tratta da: http://www.bandsintown.com/LudovicoEinaudi

Già negli anni passati, il maestro è riuscito a fondere l’eleganza della musica classica con i suoni acustici ed elettrici della musica moderna, ma non solo: Einaudi va al di là della canzone intesa come “insieme” di note, e tuttavia, grazie ad esse, riesce ad esprimere anche i propri pensieri e sensazioni, facendo entrare l’ascoltatore in una dimensione immaginaria, quasi un sogno.
In questo suo nuovo album il maestro è andato alla ricerca di nuovi orizzonti, raccontando con le sue note un viaggio alla scoperta del mondo, passando anche attraverso radici filosofiche e culturali come il mito della creazione, la tavola degli elementi o gli scritti di Kandinsky. Einaudi definisce il suo lavoro come «la mappa di un pensiero», «una miscela caotica di immagini» che portano ad una visione di un mondo solo apparentemente sconnesso: è forte la similitudine con la realtà che ci circonda, in cui alla fine, come nell’album, ogni particolare inizialmente fuori posto trova una propria collocazione, andando a formare il vero e completo mosaico.
Il lavoro di Einaudi, però, non è solo complesso dal punto di vista concettuale, ma anche musicale: viene proposta una struttura dei suoni più stratificata e una melodia che non si ferma ad una sola dimensione, ma in cui si intrecciano tanti tipi di suoni, da quelli acustici a quelli elettronici.
Nonostante le componenti innovative dei suoi album, Einaudi è stato più volte criticato per essere poco originale e ripetitivo – soprattutto per quanto riguarda le chiuse delle canzoni, lasciate troppo frequentemente in sospeso – e quindi di essere spesso riconoscibile. A mio modo di vedere la critica ha ragione in parte, perché ciò che rende grandi le sue canzoni non è tanto la loro complessità, ma il loro potere evocativo: ascoltandole, infatti, si entra in una dimensione quasi magica, dove i sogni e l’immaginazione prendono il sopravvento e dove la mente può vagare senza freni attraverso le melodie ondulatorie delle canzoni. Prendete come esempio “Nights” che avete ascoltato prima: si tratta di un brano musicalmente semplice, è vero, ma proprio per il fatto di essere semplice e gradevole da ascoltare riesce a trasmettere sensazioni profonde come la tranquillità della notte o il rincorrersi dei sogni e la loro confusione.
Io invito tutti ad andare ad ascoltare i suoi pezzi e i suoi album e soprattutto di andarlo a sentire dal vivo (il suo tour nei teatri ha appena toccato la tappa reggiana, ma le occasioni per andarlo ad ascoltare sono innumerevoli) per ammirare più da vicino la bravura ed il talento del maestro Einaudi, semplice ma capace di saper trasmettere emozioni così belle e forti da essere diventato famoso in tutto il mondo, anche oltre oceano. D’altronde anche Ennio Morricone è stato criticato per essere spesso riconoscibile, ma alla fine…sappiamo tutti chi ha avuto ragione!

Author: brenso

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