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IL MIO REGALO DI NATALE – di Alice Suozzi

Sarò scontata, conformista, sicuramente sentimentale a livelli fastidiosi, ma a me piace il Natale. No, non solo mi piace. Io adoro il Natale, è il mio periodo preferito dell’anno. Amo le città addobbate, le luci, le decorazioni. Fare l’albero tutti insieme e andare a cercare le palline, i mercatini. Dopo l’otto dicembre mi do il permesso di cantare continuamente Jingle Bells e Let it Snow ( a volte mio fratello piccolo si imbarazza , e non solo lui,quindi ne approfitto per scusarmi ufficialmente ). Per non parlare della rassegna di film, da ” Mamma ho perso l’aereo ” al ” Grinch ” passando per ” Il canto di Natale “. Dopo questa premessa, da brava fanatica devo confessare anche la mia ossessione per i regali. Io mi emoziono a vedere le persone tutte imbacuccate che girano da un negozio all’altro a cercare il regalo perfetto ( so che molti odiano questa incombenza ma voglio restare nell’illusione che lo facciano con gioia tipo folletti di Babbo Natale ). E non c’entra il consumismo ( probabilmente sì in realtà ma manteniamo la mia ottica sdolcinata), quello che adoro è il fatto che comprare un regalo implica un pensiero. Non ti regalo la sciarpa, il profumo, la collana. Ti regalo il tempo che ho impiegato a sceglierli e ti regalo il pensiero di te che indossi la sciarpa, il profumo o la collana, di te che scarti il pacchetto e sorridi, di te felice. Ti regalo i dubbi e le esitazioni che ho avuto, perché volevo fosse perfetto. Questo è lo spirito che mi muove quando faccio un regalo e quando impiego ore a scrivere i biglietti di accompagnamento ( ma questo perché sono rompipalle e un regalo senza biglietto per me è incompleto, e poi è tradizione contare quanti riesco a far commuovere con quello che scrivo ) . Poi a me fa impazzire l’idea che a Natale si è tutti più buoni. Io l’ho davvero interiorizzata e mi applico per metterla in pratica: sorrido di più, faccio attraversare tutti i pedoni ( perché se ne salto uno annullo la bontà precedente ), faccio passare avanti gli anziani in fila, aiuto la mamma a casa ( questo è un retaggio di quando ero bambina e avevo paura che poi Babbo Natale non passasse ), insomma cerco davvero di prepararmi per quando Babbo Natale mi chiamerà come suo gnomo-assistente, devo essere impeccabile. A parte gli scherzi, sono davvero innamorata dell’atmosfera che si respira a partire da inizio dicembre. Anche questa volta quindi ho osservato tutte le usanze, dall’albero alle canzoni che fanno vergognare un po’ chiunque mi si trovi vicino, fino ai regali. Ora, dovete sapere che io compio gli anni vicino a Natale, quindi regali fatti tanti, ricevuti pochi. Ho deciso di farmi un regalo da sola. Riflettendoci, ( lo ammetto subito, un vestito me lo sono comprata, con la scusa del ” ne avevo bisogno ” ) ho pensato a un regalo che non mi sono mai fatta, che mi è stato fatto e che io probabilmente ho fatto ad altri, ma a me stessa mai. Quindi ho deciso: mi regalo un po’ di felicità. Costa niente ( così il papà è contento ) e con un po’ di impegno si ottiene. Ho deciso di essere grata per le persone a cui voglio bene e con cui passerò le feste. Che scelgono di passare il loro tempo con me, che mi ascoltano e mi permettono di ascoltarle. Di essere grata per la mia famiglia, che mi asseconda e spesso proprio mi sopporta. Ho deciso anche di non dare più spazio a chi mi ha fatta sentire inadeguata, non abbastanza, a chi di spazio a me non ne ha dato. Perché qualcuno ha detto che la felicità è una scelta, e questo è vero; tranne nel periodo di Natale. A Natale la felicità è un regalo, e precisamente quello che scelgo di farmi io.

immagine tratta da www.giornalettismo.com

Author: brenso

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